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venerdì 30 giugno 2017

Torniamo presto




Cari lettori, dopo avervi annunciato il periodo di ferie estive, siamo costrette a dirvi che per vari motivi, sia personali che lavorativi, l'attività del  blog rimarrà sospesa fino a dicembre 2017. Con il nuovo anno speriamo di riuscire a riprendere regolarmente le attività.

Se volete seguirci e chiederci informazione o altro, ci potete scrivere e leggere nei nostri blog  personali:

Valentina: http://valentinabellucci.blogspot.it/
Alice: http://thebooksofalice.blogspot.it/


Grazie per l'attenzione.

Lo staff Alice e Valentina.






giovedì 29 giugno 2017

Fabrizio De Sanctis [INTERVISTA: 50 SFUMATURE D'AUTORE]

1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
Vorrei vedere…!

2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Sono un sessantaquattrenne (il che mi rende vintage…) avvocato, soprattutto penalista. Ho una splendida figlia e un fantastico nipote (per il quale, da bravo scrittore di thriller, ho buttato giù due favole, ma non ditelo a nessuno…). A parte loro (e a parte l’amore per il giallo, letto, scritto o visto al cinema e in televisione), nella vita ho due grandi passioni: la musica (ebbene sì, suono in un gruppo blues-rock) e la Fiorentina.

3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
Il blu. Non so cosa possa significare. So soltanto che mi piace.

4-Tre aggettivi per descriverti
Vintage (appunto…), ostinato e, nonostante l’età, sognatore

5-Come dicono di te gli altri?
Meglio non approfondire… Di solito chi parla male non lo fa davanti; e di chi parla bene ho imparato a fidarmi il giusto.

6-Il giorno più bello della tua vita?
La nascita di mia figlia

7-Una cosa che ti rende felice?
Posso dirne due? Suonare e scrivere, non sempre in questo ordine

8-Tre persone che stimi?
Non faccio nomi, tanto loro si riconosceranno, spero: la mia collega di studio, il mio amico ex tassista e il mio bassista, col quale suono da quasi cinquant’anni.

9-Sei mai stato deluso/a?
Ho perso il conto delle volte…

10-Hai tatuaggi?
Per carità…

11-Cos’è per te la  scrittura?
Un hobby sarebbe riduttivo. Un modo per evadere dalla realtà di tutti i giorni, banale. Diciamo una via per essere completamente me stesso

12- A quali scrittori ti ispiri?
Quando ne hai letti una valanga, si dice male. Un nome per tutti? Jeffery Deaver

13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Preferibilmente di notte

14-Ti definisci uno scrittore impulsivo o riflessivo?
Impulsivo, assolutamente

15-Scrivi a mano o al computer?
Computer. Le giunture…

16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
A cavallo fra il 2010 e il 2011. Quando ho deciso che l’idea di base valeva la pena.
17-Da piccolo volevi fare lo scrittore?

Ne è passata di acqua… Certo è che la lettura, prima o poi, fa venire voglia…

18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
Magari…

19-Per scrivere ti prepari una scaletta? Se si poi la segui?
No (e forse è un difetto). So l’inizio e la fine; quello che c’è nel mezzo nasce via via

20-Scrivi in ordine cronologico?
Sì.

21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
Non necessariamente. Certo, un giardino, sotto un albero…

22-Parlaci dei tuoi libri/libro?
In ordine di creazione:
“Format” (edito nel 2014): un serial killer costringe una televisione locale fiorentina a mettere in piedi un reality show, nel quale il pubblico dovrà decidere chi, fra due persone rapite, dovrà essere ucciso.
“Minchiate” (edito nel 2016): un truffatore dotato di poteri paranormali e un assassino che odia cartomanti, medium e simili, incrociano le loro strade, e il truffatore diventerà il bersaglio finale. Su ogni scena dei delitti, l’assassino lascia una carta, una Minchiata, antico mazzo fiorentino simile ai tarocchi (ci giocava anche Lorenzo il Magnifico…). La polizia dà la caccia ad entrambi, ma alla fine il commissario Siciliano (che è il protagonista di tutti i miei romanzi) dovrà fare una scelta non facile.
“Una Vendetta Quasi Perfetta” (edito nel 2015): scritto in un mese e mezzo causa scadenza dell’invio dei manoscritti per il Premio Alberto Tedeschi del Giallo Mondadori. All’epoca si chiamava “L’Ultima Corsa” e arrivò tra i finalisti. La vicenda: ogni venerdì un misterioso assassino uccide un tassista e cerca di coprire il movente uccidendo anche una prostituta e un travestito; sullo sfondo, una sordida vicenda di usura. Ma sarà questo il vero movente?

23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
Editi. “Format” da Fratini Editore. “Minchiate” da Porto Seguro Editore. “Una Vendetta Quasi Perfetta” da Libromania.

24-Cosa pensi dei self?
Non do giudizi. Credo che ci si debba confrontare con il giudizio degli altri sempre, a cominciare dalla pubblicazione

25-Cosa pensi di  chi paga per farsi pubblicare?
Ripeto: non giudico. Ma a pagamento si pubblica di tutto, secondo me, e la qualità non conta

26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?
Risponderò con un dialogo immaginario (ma non tanto) che ogni tanto rivendo nelle presentazioni. “Hai talento?” “No” “Hai soldi per un buon ufficio-stampa?” “Sì” “Allora non ci sono problemi”.

27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
Sono andato su Facebook all’epoca della pubblicazione di “Format” per ragioni “pubblicitarie”, spinto dall’editrice. Alla fine i social prendono la mano, confesso. Ma per un autore sono più delizia che croce (almeno finché ci sono buone reazioni…)

28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Ho il mio zoccolo duro di “fans” e me li tengo stretti. Vorrei dire che scrivo a prescindere dal possibile pubblico, ma la realtà è che, sotto sotto, la domanda “Questo piacerà?” viene sempre fuori. Di sicuro, il primo romanzo l’ho scritto solo per vedere se ero capace.

29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?
In effetti è peperina… E risponde uno che si è già dovuto “piegare” a cambiare un titolo per un altro, scelto dalla casa editrice, non proprio di suo gradimento… Risponderò con molta sincerità: agli inizi (che per me sono ancora tali…) non hai potere contrattuale e tutto dipende da quel che ti prefiggi; se la prospettiva è fare adesso come vogliono loro per poi ottenere autonomia, forse sì…

30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
Lo scetticismo del pubblico nei riguardi degli scrittori emergenti. In Italia si pubblica molto, forse troppo in rapporto al numero dei lettori. E la gente preferisce andare sul sicuro, sul nome collaudato, senza preoccuparsi di rischiare. Del resto i libri costano…

31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
Dipende dal tipo di promozione. Sulle presentazioni comincio a diventare scettico. I consigli sui social, invece, forse sono più efficaci

32-Cosa consigli ad una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
Di scrivere per sé, senza preoccuparsi del dopo, dell’eventuale pubblicazione.

33-Cosa o chi ha ispirato la storia che hai scritto?
Per “Format”, l’assoluta idiosincrasia per i reality. Per “Minchiate”, la voglia di affrontare il mondo dei “maghi” e la passione per quelle carte tutte fiorentine. Per “Una Vendetta…”, la conoscenza del mondo dei tassisti e la sfida con me stesso di scrivere, rivedere e correggere 250 cartelle in un mese e mezzo…

34- I personaggi sono reali o inventati?
Inventati. Ma non si inventa mai nulla… A cominciare dal protagonista…

35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
All’inizio il mio amico tassista e colui che oggi è mio genero. Col tempo, l’apprezzamento dei lettori, detto senza modestia…

36--Ultimo libro letto?
L’ultimo Jeffery Deaver…

37-Che genere leggi?
Quasi esclusivamente thriller, ormai. I “classici” me li sono fatti quasi tutti in gioventù.
38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
Consigli, trama… a parte determinati autori…

39-A quale autori non sai rinunciare?
Appunto… Jeffery Deaver, Michael Connelly, Lee Child.
40- Di cosa hai paura?
Dei rettili. E di chi si spaccia per amico

41-Dove vorresti vivere?
A Bruges. O a Parigi

42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
Come detto, la musica

43-Qual è il tuo sogno più grande?
Riuscire a mantenermi giovane di spirito. Ma la vita, spesso, si premura di sbatterti in faccia che ormai sei vecchio…

44-Ti piacciono gli animali?
Assolutamente sì!

45-Credi nella magia e nel paranormale?
Bella domanda fatta a chi ha scritto un romanzo che ne parla… La risposta sarebbe molto articolata, anche perché in quel mondi i ciarlatani abbondano. In sintesi, per principio non escludo nulla

46-Come ti immagini tra vent'anni?
Una domanda di riserva? Vista l’età…

47-Libro preferito ed autore preferito? Perchè?
“Debito di sangue” di Michael Connelly. Perché il romanzo è perfetto e perché l’autore, dopo tanti anni, non ha perso un grammo di freschezza e inventiva

48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
Sei anni. Pinocchio

49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Una raccolta di racconti “giovanili” a metà fra il grottesco e l’horror, con una storia a sé che fa da filo conduttore. Un romanzo già finito, e sicuramente da rivedere, e al vaglio, quando potrà, del mio editor di fiducia. E tre romanzi in gestazione. Tutto, però, non dipende da me…

50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista?
Di tenere conto delle critiche (quando non sono pretestuose o semplice sfoggio di saccenza). Di non crogiolarsi sugli apprezzamenti, di qualunque genere. E di continuare a scrivere, sempre e comunque

Grazie a Fabrizio per l'intervista!



mercoledì 28 giugno 2017

Davide Uria [INTERVISTA:50 SFUMATURE D'AUTORE]



1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
Certamente!

2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Sono specializzato in arte e comunicazione in ambito museale. Mi piace l'illustrazione e la poesia, infatti disegno e scrivo per passione.

3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
Il bianco. E' il colore che contiene tutti i colori o viceversa è l'annullamento di tutti i colori. Mi piace questo contrasto, tra il pieno e il vuoto, il buio e la luce. Racconta il mio modo di essere e racconta anche il concetto delle mie poesie, che talvolta sono sovraccariche, altre completamente scarne.


4-Tre aggettivi per descriverti 
Sensibile, Utopista e al contempo decisamente realista.

5-Come dicono di te gli altri?
Non lo so, e francamente non mi importa. Il giudizio e il pregiudizio sono grossi fardelli, che pesano. Se vivessimo lontani dall'idea che gli altri si fanno su di noi, vivremmo sicuramente meglio.

6-Il giorno più bello della tua vita? 
Quando ho iniziato a pensare più a me stesso, a volermi bene, che non significa essere egoisti, ma avere un buona dose di amore noi nostri riguardi.

7-Una cosa che ti rende felice? 
Non essere frainteso.

8-Tre persone che stimi? 
Ci sono persone a cui voglio bene, altre meno e altre per nulla. Quindi non mi va di esprimermi, far nomi, offendere  ed escludere chi comunque ha fatto tanto per me.

9-Sei mai stato deluso/a? 
Si.

10-Hai tatuaggi? 
No.

11-Cos’è per te la  scrittura?
Una terapia, un espediente per fuggire dalla realtà. Una medicina e cura ai mali del mondo. 

12- A quali scrittori ti ispiri?
Ce ne sono tanti: Artaud, Merini, Savinio.

13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Di notte

14-Ti definisci uno scrittore impulsivo o riflessivo?
Non ho dei parametri, a volte sono più impulsivo, altre riflessivo.

15-Scrivi a mano o al computer?
A mano e al pc.

16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
Il mio primo libro è stato pubblicato recentemente da Augh! Edizioni. Si intitola “Trame d'assenza” ed è una raccolta di poesie. Lo chiamo libro per comodità, perchè non mi sento uno scrittore e non mi definisco poeta, ho solo scritto i miei pensieri e stati d'animo in forma di poesia, e così è nata questa raccolta dopo quattordici anni di scrittura.

17-Da piccolo volevi fare lo scrittore?
Da ragazzino si, ora non proprio. Ho sviluppato altri interessi, quella della poesia è una strada parallela, come se avessi una doppia vita e personalità, adiacente alla mia, la scrittura resta comunque un amore forte.

18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
No.

19-Per scrivere ti preparo una scaletta? Se si poi la segui?
No.

20-Scrivi in ordine cronologico?
No.

21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
Nella mia camera.

22-Parlaci dei tuoi libri/libro?
“Trame d'assenza” è un testo di poesie. Non è semplice dare un tema a una raccolta poetica, ogni poesia è un mondo se stante, descrive un momento e una determinata emozione. Negli anni mi sono reso conto però che nelle composizioni vi era un filo logico, una colonna portante che univa le poesie tra loro. Questo fil rouge è l'assenza, l'assenza da me stesso e dagli altri, e il percorso che ho intrapreso per essere più presente a me stesso, per trovare una dimensione tutta mia. Anche se l'assenza non è intesa in termini negativi, poiché al contrario del vuoto, di uno spazio dove non vi è alcunché, l'assenza è fatta di ricordi e malinconie, di qualcosa che c'era e ora non c'è più. La mia raccolta non è per nulla negativa, contiene dei messaggi positivi, coraggiosi. Cosa c'è di negativo nel dire che nella vita bisogna anche passare dall'inferno per poter arrivare alla serenità? Chi nella propria vita non si ritrova a dover affrontare delle situazioni spiacevoli?

23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
Il mio libro è edito da una casa editrice.

24-Cosa pensi dei self?
Non ci trovo nulla di male.

25-Cosa pensi di  chi paga per farsi pubblicare?
Non capisco il senso. E' deprimente per se stessi e per il proprio testo, è come se un qualsiasi altro lavoratore dovesse pagare per lavorare.

26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?
Sicuramente avere delle conoscenze, facilita, ma di base il testo deve essere di qualità. Con la poesia è tutto più complicato. 

27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
Io amo i social network, ma bisogna utilizzarli con criterio e misura. Soprattutto nella promozione personale, bisogna stare attenti al linguaggio.

28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Francamente è una cosa che non riesco a definire, con la poesia presumo sia complicato avere dei “fans” in senso stretto, poi se sei un emergente le cose sono ancora più difficili. C'è chi ha letto la mia raccolta e mi ha detto cosa ne pensa, il feedback non è sempre positivo, ma io accetto ogni critica costruttiva, poi c'è chi ti legge e non dice nulla.

29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?
Assolutamente si!

30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
Le difficoltà sono tante e accentuate da una mancanza di budget per la promozione, ma non parlo di pagare per farmi scrivere una recensione, lungi da me, mi riferisco alle campagne pubblicitarie vere e proprie, all'avere un piano editoriale dal punto di vista della promozione, e questo lo puoi fare in parte da solo e se hai un minimo di competenze come me, ma il fatto di non avere un ufficio stampa che curi queste cose al tuo posto, che organizza con te le presentazioni e che ti aiuti a trovare un posto dove farle è una cosa che si fa sentire, perché se non sei nessuno ti guardano con diffidenza, mentre avere un “garante” è un qualcosa che facilita. 

31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
E' molto importante, sia sul web che offline. C'è bisogno che un libro arrivi non solo sui social, c'è la necessità che un libro possa essere toccato e sfogliato, prima di acquistarlo, c'è secondo me l'esigenza di una promozione fatta di cose e persone reali, di sguardi, parole, elementi che purtroppo da uno schermo non  arrivano, perchè se è vero che i social aiutano e tanto, hanno reso tutto più meccanico e la poesia ha bisogno di essere vissuta realmente, perchè arriva dalla vita ed è lì che deve continuare a vivere. 

32-Cosa consigli ad una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
Non mi sento di dispensare consigli, sono un emergente e la mia esperienza non è un esempio, è semplicemente un mio percorso personale, giusto o sbagliato che sia.

33-Cosa o chi ha ispirato le poesie che hai scritto?
Ho scritto ispirato dalle parole di Rosario Castellanos: ''Scrivo perchè un giorno, / quando ero adolescente, / guardai nello specchio / e non vidi nessuno. / Riuscite a crederci? /Assolutamente nessuno.“ Le poesie hanno reso tangibile la mia esistenza, sono diventate un ancora di salvezza.

34- Le tue poesie sono reali o frutto di situazioni inesistenti?
Cerco sempre di parlare di ciò che vivo, è ovvio che nella poesia e nell'arte in genere, puoi sentirti libero di inserire immagini, come nel mio caso, irreali, senza alcun senso concreto ma che prendo forma nella totalità della composizione.

35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
A dire il vero pochissimi.

36--Ultimo libro letto?
Francesco Banami “Lo potevo fare anch'io”

37-Che genere leggi?
Poesie, libri d'arte, romanzi biografici

38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
Sicuramente dalla trama.

39-A quali autori non sai rinunciare?
Merini, Artaud, Maria Rilke

40- Di cosa hai paura?
Del vuoto, della noia, della completa mancanza di stimoli.

41-Dove vorresti vivere? 
Dove sto bene, e se sto bene e tutto va nel verso giusto, è il posto dove vorrei vivere.

42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
Certo, mi piace l'arte e l'illustrazione.

43-Qual è il tuo sogno più grande? 
Lavorare in ambito culturale, negli eventi artistici, in particolare nella comunicazione.

44-Ti piacciono gli animali? 
Si.

45-Credi nella magia e nel paranormale? 
Mi affascinano, ma non credo nella magia.

46-Come ti immagini tra vent'anni? 
Non ne ho idea.

47-Libro preferito ed autore preferito? Perchè?
Atonin Artaud “Poesie della crudeltà”. Le immagini che ha creato con le sue poesie sono immagini oniriche e apparentemente senza un senso logico, ma che nascondo una realtà dura e graffiante. 

48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
Non ricordo l'età, ma mi piacevano i libri favole.

49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Per ora no. Non ci sono progetti futuri.

50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista? 
Di essere se stessi e di non conformarsi.  

Grazie a Davide per l'intervista!



martedì 27 giugno 2017

Penelope Delle Colonne [INTERVISTA: 50 SFUMATURE D'AUTORE]


1-Grazie per aver accettato l’intervista. Possiamo darti del tu?
Anche del Noi.


2-Spiegaci chi sei, che lavoro fai, cosa ami fare nella tua vita?
Mi chiamano Penelope, Penelope Delle Colonne, queste sono le mie interiora. Amo la cucina orientale, lascio fogli e disegni sparsi in giro, prego con le ginocchia supplici, butto sale dietro le spalle, ho studiato le lettere e poco i numeri. Dicono che sono strana perché ho bevuto troppi caffè notturni in compagnia del vecchio Thomas Mann, della signorina Emily Dickinson e dello squattrinato Iginio Tarchetti Ugo. Mia sorella è la Luna, mio fratello il cielo di notte e i miei starnuti le stelle.

3-Dicono che i colori rivelano il carattere di una persona. Qual è il tuo colore preferito, e cosa può dirci di te?
Rosso e azzurro ciano. Non nomino il nero perché il nero è la summa di tutti i colori. 

4-Tre aggettivi per descriverti 
Sono una cosa che scrive. Non sono tre e nemmeno aggettivi.

5-Come dicono di te gli altri?
Per alcuni sono un angelo e per altri la figlia perduta di Hitler.

6-Il giorno più bello della tua vita? 
Quando Viktor Mickalov ha bussato alla mia porta. Era notte, non giorno, ho sentito i suoi passi e l’ho fatto accomodare. Ha iniziato a narrarmi la sua storia e io ho afferrato i polsi per scriverla.

7-Una cosa che ti rende felice? 
La cucina giapponese.

8-Tre persone che stimi? 
Zarino (il mio gatto), Seth (il gatto del mio fidanzato), Samantha (la gatta della vicina).


9-Sei mai stato deluso/a? 
Ho una notevole collezione di pugnali di ogni marca, lunghezza e dimensione infilzata dietro la schiena

10-Hai tatuaggi? 
No, ma prossimamente inciderò Vodka&Inferno al centro del mio avambraccio sinistro.

11-Cos’è per te la  scrittura?
Salvezza e malattia. Amore ma anche Odio. Un modo per liberarsi dei demoni ma anche per richiamarli a sé. 

12- A quali scrittori ti ispiri?
Thomas Mann, Emily Dickinson, Moravia, Süskind, Dostoevskij, Palahniuk, Ammaniti, Santacroce, Edgar Allan Poe, Mary Shelley, le Sorelle Brontë, Tolstoj , Bram Stoker, Margaret Mitchell e tanti tantissimi altri che molti considerano autori minori. 

13-Quando scrivi di notte o di giorno?
Il mattino ha l’oro in bocca ma la notte ha l’argento vivo nelle mutande.

14-Ti definisci una scrittrice impulsiva o riflessiva?
Non mi definisco una scrittrice ma una cosa che scrive.

15-Scrivi a mano o al computer?
Preferisco a mano e poi ricopio al pc.

16-Quando hai scritto il tuo primo libro?
13 anni, Noi i ragazzi dello zoo di Berlino.

17-Da piccola volevi fare la scrittrice?
Volevo fare la mangaka.

18-Pensi che la scrittura possa trasformarsi in un lavoro?
La scrittura dovrebbe essere un lavoro ma ormai è stata declassata a passione secondaria per casalinghe annoiate. Chi scrive è visto come un inutile sognatore da quattro soldi che non vuole fare niente nella vita.

19-Per scrivere ti preparo una scaletta? Se si poi la segui?
Preparo una scaletta e non la seguo.

20-Scrivi in ordine cronologico?
Al pc scrivo in ordine cronologico ma riempio lo scheletro con frammenti, riflessioni, dialoghi che scrivo quando sono in giro. Per esempio la metropolitana è il luogo in cui scrivo di più.

21-Hai un luogo in particolare dove ami scrivere?
Metropolitana. Fuori al terrazzo di sera alla luce delle stelle e delle candele.

22-Parlaci dei tuoi libri/libro?
Il mio libro, per ora, è uno: La morte fidanzata, saga Vodka&Inferno. Questa è una storia che va raccontata a bassa voce, sull'epidermide del mondo. Una strana, sanguinosa famiglia. Venezia di echi dissonanti, poi la Russia di forti abbracci. Un alchemico mistero, della vodka che da incolore e innocua diventa rosso-sangue, un maniero che ha occhi per vedere, danze di balalaike, fischi cosacchi. Qualcosa di macabro, gotico, grottesco, tenero e perverso che sappia di morte, di dolore e orrore, ma anche di dolce, amaro amore. E infine una sola, piccola, insignificante domanda: può un vivo innamorarsi di un morto?

23-Il tuo libro/libri sono auto pubblicati o editi?
Edito da Milena edizioni.

24-Cosa pensi dei self?
Un buon modo per iniziare.

25-Cosa pensi di  chi paga per farsi pubblicare?
Non lo approvo per niente. Non leggo testi del genere.

26-Per pubblicare con una grande CE serve avere delle conoscenze o ci si può arrivare solo con le proprie forze?
Conoscenze forti.

27- Ami i social network? Per un autore sono croce o delizia?
I social sono un’ arma a doppio taglio. Lascerò una citazione di Umberto Eco: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli“

28- Com’è il tuo rapporto con i lettori?
Vorrei conoscervi tutti. Occhi negli occhi. Seduti ad un tavolo su una terrazza. Caffè e biscottini cosparsi di zucchero a velo. Qualcuno reciterebbe poesie mentre le lunghe code dei gatti ci sfiorerebbero le caviglie.

29- Una domanda un po’ peperina, se una grossa casa editrice ti contattasse perché interessata a pubblicare qualcosa di tuo, ancora inedito, e ti dicesse che però dovresti stravolgere il tuo lavoro e fare un po’ come vogliono loro per riuscire a vendere più copie, tu accetteresti?
No. 

30- Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
Le persone danno più importanza al nome della CE che al libro. 

31- Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
Molto importante soprattutto la distribuzione in libreria.

32-Cosa consigli ad una persona che si affaccia nel mondo della scrittura?
Corazzati di pazienza e Xanax.

33-Cosa o chi ha ispirato la storia che hai scritto?
Un incubo sereno. 

34- I personaggi sono reali o inventati?
I miei figli di carta per me sono più reali di molte persone.

35-Chi ti ha sostenuto in quest’avventura?
I ragazzi del Vodka&Inferno Gdr 

36--Ultimo libro letto?
L’insostenibile leggerezza dell’essere

37-Che genere leggi?
Non mi piace chiudere la letteratura in “generi”. Leggo tutto ciò che è scritto bene.

38-Da cosa scegli un nuovo romanzo da leggere, non so copertina, trama, autore ecc.?
Casualità. Il libro mi chiama dagli scaffali. I migliori libri li ho scelti così: Caso. 

39-A quale autori non sai rinunciare?
Molti ma ormai sono morti quindi ho già letto tutto di loro.

40- Di cosa hai paura?
Di dover modificare il mio stile per piacere alla massa. 

41-Dove vorresti vivere? 
Una villetta isolata sulle montagne Svizzere. Lontana da tutto e con tanti animali da accudire e un bell’orto florido.

42-Hai altri hobby oltre la scrittura?
Disegno manga, dipingo, mi lancio nella grafica, lo studio degli animali, l’astronomia e l’astrologia, l’architettura, il giardinaggio, il cinema, il cibo etnico.

43-Qual è il tuo sogno più grande? 
Concludere la saga Vodka&Inferno.

44-Ti piacciono gli animali? 
Sono la mia vita. Adoro i documentari soprattutto quelli degli squali e dei coccodrilli. 

45-Credi nella magia e nel paranormale? 
Noi siamo fatti per il 70% d’acqua e la Luna controlla le maree.

46-Come ti immagini tra vent'anni? 
Una cosa che scrive.

47-Libro preferito ed autore preferito? Perchè?
Non ne ho uno.

48-A che età ha iniziato a leggere? E con quale libro?
13 anni, Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

49-Progetti per il futuro?Un nuovo libro nel cassetto?
Vodka&Inferno – volume 2, uscita prevista a Ottobre

50-Che consiglio daresti agli autori che stanno leggendo questa intervista? 
Karma e sangue freddo.

Grazie a Penelope per l'intervista!





venerdì 23 giugno 2017

#Presentazione autori:Moira Di Fabrizio,Alessio Del Debbio,Franca Adelaide Amico e Laura Santella [ASSOCIAZIONE SEU]

Cari lettori, anche oggi torniamo con un nuovo post dedicato a ben quattro libri di autori che fanno parte dell'Associazione di scrittori emergenti S.E.U., riportando degli estratti per ciascuno. 
A chi interessasse, inoltre, segnaliamo che sul sito è possibile trovare informazioni riguardo ai Soci Lettori, che possono ricevere sconti e premi come se avessero una tessera a punti, adatta a chi legge e recensisce molti libri: https://assoseu.jimdo.com/soci-lettori/




Ankh la chiave della vita






Titolo: Ankh la chiave della vita
Autore: Moira Di Fabrizio
Genere: Romance
Formato: Cartaceo ed ebook
Pagine: 58

Trama
E' difficile guardarsi nel profondo dell’anima e capire se si ama o no veramente qualcuno. Questo il dilemma che affligge Julienne, la protagonista del romanzo, in costante conflitto con sè stessa tra l'amore per il suo Bernard e l'ambizione nel perseguire grandi riconoscimenti in campo archeologico. Il lavoro per trovare un reperto preziosissimo in Egitto l'assorbirà completamente, ma sarà proprio questa lontananza persistente a farle capire che Bernard è il suo più grande amore, non senza pagarne un prezzo altissimo.

Estratto
In conclusione degli scavi nella valle dove dimorano i faraoni più importanti della storia, l'archeologa stringeva fra le mani un papiro ben conversato, se pur ricoperto di detriti e terra. Staccando il sigillo, ancora intatto, raffigurante un sole ed i suoi lunghi raggi che finivano con delle piccole mani, scopriva all'interno man mano che srotolava il foglio, la strana piantina di una costruzione mai vista prima. Aveva bisogno di tempo per capire cosa ci fosse raffigurato, ma le sue mani tremavano mentre leggeva le coordinate per indicarne il luogo, che gli furono subito chiare; come chiaro era il sigillo della famiglia reale di Akhen-aton. Conosceva bene quel posto benché indicasse una zona mai esplorata prima. Vi era infatti raffigurata una "stele di confine" a nord est di una capitale protetta da montagne invalicabili. Julienne non aveva alcun dubbio, si trattava certamente di Tell-el-Amarna. Senza pensarci neanche un secondo in più, dopo aver sbrigato alcune pratiche burocratiche, riuscì a mettere insieme una squadra partendo immediatamente per l'estremo deserto a sud del Cairo...
[...] L'estasi fu così immensa che la ragazza non riuscì ad alzare la voce per farsi sentire dagli altri del gruppo e cercando di farsi capire al meglio, disse:" L'abbiamo trovata ragazzi. Siamo davanti alla scoperta più sensazionale di questo secolo!" Appena pronunciate queste parole, cercò di alzarsi da quella posizione scomoda, certa di dover affrontare altre ore di lavoro per poter entrare fisicamente in quel luogo, quando iniziò a sentire un bruciore lancinante dietro la nuca, sempre più profondo e doloroso. Non riuscì a capire cosa le stava accadendo e voltandosi l'unica immagine davanti ai suoi occhi fu quella di Hanis con in mano un bastone insanguinato.
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La guerra dei lupi


Titolo: La guerra dei lupi
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Edizioni Il Ciliegio
Genere: Urban fantasy contemporaneo
Formato: Cartaceo
Pagine: 416
Primo della serie Ulfhednar War

Trama
Amici da anni, Ascanio, Daniel, Marina e la loro compagnia di Viareggio non desiderano altro che trascorrere una tranquilla vacanza insieme, ma il destino ha altro in serbo per tutti loro. Gli ulfhednar di Odino sono tornati e la Garfagnana non è più un posto sicuro da quando Raul ha preso il comando del branco del Vello d’Argento. Spetta ad Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre Terra, contrastare i suoi progetti di dominio, aiutato dal suo compagno Daniel, un ulfhedinn fuggiasco che ha imparato ad apprezzare la vita tra gli uomini. Ma dietro le mire espansionistiche del violento e indegno Alfa si nasconde un’ombra antica, disposta a tutto pur di aggrapparsi alla vita. 
«Per questo continuiamo a provare. Per rendere onore a chi è caduto, per vincere le nostre paure e promettere a noi stessi di non fallire più.»
Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando capitoli nel presente e altri nel passato. È un romanzo dal ritmo incalzante e ricco di colpi di scena, raccontato con uno stile molto accurato e ricco di particolari, attraverso cui l’autore riesce a tenere viva l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine. In un flusso narrativo senza sosta.

Estratto
Daniele non fu svelto abbastanza e il bastone lo colpì al ventre, mozzandogli il respiro e spingendolo in avanti. Il secondo colpo lo raggiunse dietro la nuca. Fece per ribellarsi ma già lo stivale di Luisa premeva contro la sua schiena, schiacciandolo a terra, nel sottobosco umido, vinto.“Di nuovo.”Era ormai tre ore che si allenavano e non era riuscito a portare un solo colpo a segno. «Quella donna non è una donna, ma una Valchiria nata» gli avevano detto tutti i membri del clan, ma fino a quel giorno non aveva avuto il piacere di confrontarsi con lei. Piacere di cui, in quel momento, rialzandosi e sputacchiando erba e foglie marce, avrebbe fatto volentieri a meno.«In un vero combattimento saresti morto» disse lei. «Morto e risorto più volte, in verità.»Ad andare a tappeto era abituato. Non vi era membro del branco che non l’avesse sconfitto almeno una volta, qualcuno ben più di una, ma era la prima volta che una donna lo atterrava.A pensarci si sentì umiliato, anche più di quando Raul lo martellava di pugni. Ma l’espressione sul volto di Luisa non era di vanagloria, soltanto di ansia. Si stava chiedendo, probabilmente, quel che tutto il branco andava chiedendosi da mesi, da quando Daniele si era unito a loro. Ne era degno? E, soprattutto, sarebbe stato in grado di sopravvivere?
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Myia e la storia delle storie



Titolo: Myia e la storia delle storie
Autore: Franca Adelaide Amico
Editore: Segmenti
Genere: Introspettivo fantastico, romanzo a cornice
Formato: Cartaceo
Pagine: 126

Trama
Myia, persona-personaggio, “scappa” dalle mani della propria creatrice, Xenia, e si presenta.
Si snodano le vicende rispettive di Myia e di Xenia, raccontate attraverso delle conversazioni infarcite di storie.
Sedute ad un tavolo, dunque, Myia e Xenia, conversando, si raccontano. 
Il romanzo si conclude con l’addio di Habiba, che rappresenta la parte di Myia - persona non ancora personaggio.
Myia,che deve privarsi di una parte di sé, viene, però, resa immortale attraverso le ripetute letture della sua storia.

Estratto
A volte si è integerrimi con se stessi, quando bisogna con fervore ribadire l’esattezza di una tesi, quando la tesi diventa assioma e quando l’assioma diventa regola di vita. Difficile mantenere la giusta flessibilità in tali circostanze. Difficile. Ma non impossibile. Una ragazza, poco più che ventenne, ha lasciato la sua terra. Non è trascorso molto tempo da quando si è allontanata in cerca di un futuro più roseo. Eccola, adesso; non è la prima della sua famiglia, nè la prima e neanche l’ultima della sua gente: altri e altre, come lei, hanno chiuso nella valigia abiti e sogni. Si è dovuta adattare a climi e stagioni diverse, ha avuto a che fare, per la prima volta, con il mare che, per la prima volta, ha attraversato; e pure col mal d’aria e i check-in… Ma questo è avvenuto qualche tempo fa. Quando Myia era ancora una ragazzina. Ancora lo è anche se, forse, è cresciuta in fretta.

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Il cavaliere di Eron - L'avvento


Titolo: Il cavaliere di Eron - L'avvento
Autore: Laura Santella
Genere: Epic fantasy
Formato: Cartaceo ed ebook
Pagine: 502
Primo libro di una trilogia
Disponibile anche la trilogia completa in ebook

Trama
La storia è incentrata sulle avventure del mitico cavaliere di Eron: un guerriero senza macchia e senza paura, proveniente da un altro mondo, pronto ad affrontare chiunque e qualsiasi cosa pur di difendere il regno di Eron ed il suo popolo. A ricoprire questo ruolo sarà chiamata una persona molto particolare che, a prima vista sembrerà estremamente inadatta, ma che, alla fine, si rivelerà forse la carta vincente per sconfiggere il terribile e spietato re Kales di Lamdas ed il suo esercito stregato.
Infatti, una potente ed oscura magia avvolge e fortifica i nemici di Eron che, in balìa di una guerra spietata e, apparentemente, senza senso, può solo rivolgere le proprie preghiere al leggendario cavaliere.
Azione, intrighi, battaglie, magia, comicità e romanticismo in una storia che vi coinvolgerà e vi terrà col fiato sospeso fino all’ultimo capitolo. La chiave di tutto saranno i dettagli…
Quale sarà il destino di Eron e del suo cavaliere?

Estratto
Ormai la fine era giunta e nessuno avrebbe potuto impedire il massacro che di lì a poco si sarebbe compiuto…Krempsee scoppiò in un’altra fragorosa risata; la soddisfazione che provava in quel momento era assoluta. Jade, invece, dopo quell’ultimo colpo, aveva assunto un’espressione severa, ma i sentimenti risvegliati dalle parole di Ylena continuavano ad agitarsi in lei, inumidendole gli occhi di velate lacrime.<É la fine…> sussurrò Robert con un amaro sorriso <Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stato proprio il cavaliere di Eron a ucciderci tutti…?>


Infine, vi segno le interviste mensili del Seu.
6 giugno dalle 21 alle 22:
Daniel Di Benedetto con “Waiting”, Francesco Salvini con “Crisis” e Tina Caramanico con “Oltre l’incerto limite”
20 giugno dalle 21 alle 22: Enrico Santodirocco con “Onda di sangue”, Mala Spina con “Mostri di Londra” e Marco Doddis con “Alex, mia figlia e un calcio di rara bellezza”
26 giugno dalle 21 alle 22: Eufemia Griffo con “Il fiume scorre ancora” e Alessio Del Debbio con “La guerra dei lupi”




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